Gli scenari di rischio
aprile 13th, 2011 § 1 commento
Cosa farei se scoprissi che il palazzo di fronte a quello in cui vivo sparisse? Se l’Azienda dove sto trascorrendo gli ultimi undici anni della mia vita fosse un veicolo di controllo della popolazione mondiale, governato dalla CIA? Se la mia città venisse inghiottita dal “nulla” di colpo? Se il sole domani non sorgesse piu? Ipotesi di un disastro irrealizzabile che mi rendono felice di essere troppo giovane per le cose serie della vita.
E se invece mi chiedessi di scenari più veri: il lavoro madrileno che diventa un incubo, subire una operazione e avere conseguenze impreviste, subire lo “svuotamento” della carta di credito ad opera di bastardi cibernetici? Sorriso amaro sul mio viso, perché questo è più probabile.
Ho sempre voluto sapere il risultato delle cose ipotizzandolo per scenari prima che queste si potessero realizzare. Lo volevo da piccolo quando queste fantasie servivano a portarmi lontano con la mente, lo voglio ora quando programmo cosa fare della mia vita. È paradossale che oggi mi trovi professionalmente a stimare rischi e scenari di crisi per la mia Azienda, ad evidenziare criticità di processo e a giocare con i tasti dei livelli “defcon” come in “War Games”. Mi intriga l’imprevedibilità e se dicessi che al caso e alla volontà di Dio no credo, potrei non risultare attendibile, lo so. Ma è così.
Credo al desiderio di ciò che mi ha portato ad essere qui ora e a fare ciò che sto facendo. Credo all’impermanenza delle cose e quando si parla di sciagure, tragedie ed imprevedibilità è solo l’effetto dell’illusione della nostra mente che cerca pezze d’appoggio per la nostra stabilità: il lavoro a tempo indeterminato, la stabilità economica, una casa, una famiglia… Tutto soggetto a cicli, deperimento, terremoti e crisi.
Oggi che il 40% delle mie certezze evapora, devo ricordare di quanto una sicurezza sia illusoria e frutto di uno scenario di rischio di bassa probabilità. Si, poteva non succedere, ma è capitato. Spolvero i miei desideri, li metto a fuoco e riparto. Domani.
Non c’è mai una fine senza un nuovo inizio. E nel caso te lo stessi chiedendo, non è una citazione di Grey’s Anatomy.