L’imprevedibile
febbraio 1st, 2011 § Lascia un commento
Nel contesto della calca spingo il mio “di dietro” per non cadere. Nell’attesa del mio turno attendo felice di essere il prossimo. Nel rumore del treno che sfrigola sulle rotaie ascolto il suono del mio respiro. E poi il vagone si svuota, tocca a me ed è silenzio tutt’attorno.
Sostituire le attese con le azioni, i rumori con i silenzi e le spinte con solide certezza. Solo questo voglio fare, solo questo può risolvere pensieri in azioni e trasformare i grigi in sfumature di colore. E realizzare questi desideri senza subire le onde della vita è un privilegio che non va mollato. Io non so che cosa farò domani, cosa penserò questa sera e cosa deciderò tra un mese. Nessuna pianificata certezza e solo ruvide emozioni. L’alternativa sarebbe un copione senza una vita, sarebbe solo una fotocopia.